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ENERGIA E GAS AUMENTERANNO DEL 5% NEL 2018

Pubblicato il 04 gennaio 2018 alle 09.30 Comments commenti (0)

Energia: da gennaio l'elettricità in aumento del 5,3%, il gas del 5% (DA: "Il Sole 24 Ore")

29 dicembre 2017

Nel primo trimestre del 2018 in aumento la bolletta dell'elettricità e del gas. Dal prossimo 1° gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. È quanto prevede l'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela.

In particolare, l'aumento dell'elettricità è legato ad una serie di fattori concomitanti (ben 9), tutti al rialzo, che hanno portato ad una decisa crescita dei prezzi all'ingrosso nell'ultimo trimestre (+20% del Prezzo Unico Nazionale solo a novembre rispetto ad ottobre): la ripresa dei consumi (+1,6% la domanda elettrica in Italia nei primi 11 mesi del 2017), da confermare nel 2018, positiva come segno della ripresa delle attività produttive, ma con l'effetto parallelo di una risalita dei prezzi all'ingrosso; l'indisponibilità prolungata di alcuni impianti nucleari francesi, con una crescita delle quotazioni dell'elettricità all'ingrosso nel mercato d'oltralpe, che influenza al rialzo anche quello italiano e ne riduce i volumi importati dalla Francia; alcune limitazioni nei transiti di elettricità nella rete italiana, soprattutto nel Sud-Italia, comportando una riduzione complessiva dell'efficienza del sistema; la minore disponibilità della generazione idroelettrica nazionale per la scarsa idraulicità del periodo (il 2017 è l'anno più “arido” degli ultimi 200 anni), sostituita dalla più onerosa produzione delle centrali a gas; l'aumento stagionale dei prezzi all'ingrosso del gas a livello europeo (e quindi anche italiano) che ha contribuito a far innalzare i prezzi elettrici.

Inoltre a questi fenomeni si affianca anche un aumento della componente legata al dispacciamento - cioè quella per mantenere adeguato ed in equilibrio il sistema elettrico - e degli oneri legati alle risorse interrompibili (per tutto il 2018 per la sicurezza del sistema elettrico, come previsto dagli indirizzi del Ministro dello Sviluppo economico, sulle base delle analisi condotte da Terna (nelle more dell'operatività del mercato della capacità di cui il Governo italiano non ha ancora ottenuto autorizzazione da Bruxelles), oltre che l'aumento dei costi per le Unità essenziali alla sicurezza, decisa dall'Autorità in base alle indicazioni di Terna.

Infine pesa anche sui consumatori domestici (ma non solo) l'aumento degli oneri generali di sistema dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie manifatturiere energivore, deciso con decreto del Ministro dello Sviluppo economico in attuazione della recente Legge europea che ha recepito il via libera della Commissione europea della scorsa primavera al Piano di adeguamento predisposto dal Governo italiano.

Impattano invece positivamente per i consumatori, contenendo in parte i valori del dispacciamento, i primi recuperi legati ai provvedimenti prescrittivi dell'Autorità degli oneri sostenuti per le condotte anomale pregresse degli operatori dell'offerta e della domanda nei mercati all'ingrosso dell'elettricità (mercato del bilanciamento).

Per il gas invece l'aumento è sostanzialmente determinato dalle attese dinamiche legate alle stagioni invernali, con consumi e quotazioni in aumento a livello europeo, che – in un mercato unico - implicano la crescita dei prezzi anche nei mercati all'ingrosso italiani.

Nel dettaglio, per l'elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017), corrispondente a un aumento di circa 37 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una variazione del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro/anno.

Nel primo trimestre del 2018 l'andamento del prezzo dell'energia elettrica, come detto, è legato a numerosi fattori.

All'aumento complessivo dei costi di approvvigionamento, risultato della variazione delle quotazioni all'ingrosso degli ultimi mesi - influenzate dalle motivazioni sopra esposte - che hanno portato anche a quotazioni dell'energia elettrica nel quarto trimestre 2017 più alte rispetto a quelle attese, con una differenza di costi di acquisto che il meccanismo vigente della maggior tutela deve recuperare nel tempo. Costi di approvvigionamento influenzati pure dalla crescita dei costi di dispacciamento, determinata anch'essa da diversi elementi: l'aumento della componente per il mantenimento in equilibrio del sistema (uplift), che si assesta verso valori normali, partendo dai livelli scontati grazie alla riduzione a favore dei consumatori applicata nel quarto trimestre 2017 per effetto del recupero sui mesi precedenti; l'aumento dei costi per le unità interrompibili (i grandi impianti industriali distaccabili in caso di emergenza per ridurre i consumi) per far fronte alle possibili situazioni di criticità che potrebbero verificarsi nel 2018, a seguito degli indirizzi ministeriali ad incremento della sicurezza del sistema; l'aumento dei costi per le unità essenziali, cioè le unità di generazione ritenute indispensabili per garantire la sicurezza del sistema in determinate aree del Paese.

All'aumento complessivo dell'elettricità contribuisce anche la crescita della componente degli oneri generali di sistema su cui incidono gli effetti dell'applicazione della revisione delle agevolazioni per le imprese energivore prevista dal Governo. In particolare, in base agli indirizzi di Governo e Parlamento, considerato l'onere atteso associato alle nuove agevolazioni, l'Autorità - per il comparto domestico - ha distribuito la maggior raccolta necessaria a finanziare le agevolazioni prevalentemente sui clienti domestici con consumi annui più alti, ciò a tutela di quelli con bassi consumi. Nel dettaglio, solo il 30% del maggior onere per il domestico verrà fatto gravare sui consumi inferiori ai 1.800 kWh/anno5, il restante 70% sui consumi superiori6 a tale soglia. Una scelta che considera anche l'effetto “ammortizzatore” del differimento dell'ultima fase della riforma della tariffa domestica, relativa agli oneri generali di sistema. Riforma che l'Autorità pochi giorni fa ha deciso di differire al gennaio 2019, decisione che segue una specifica proposta dell'Autorità accolta da Parlamento e Governo. Questo differimento funziona da “scudo” limitatore dei possibili aumenti, in particolare a tutela dei clienti domestici basso-consumanti, per tutto il 2018. A contenere l'impatto delle nuove agevolazioni per gli energivori anche la scelta dell'Autorità, effettuata sulla base di una specifica disposizione del decreto energivori, di trasferire gradualmente in bolletta la maggior raccolta che si stima possa essere necessaria per finanziare le agevolazioni 2018.

In leggero calo invece le tariffe di rete, vale a dire trasmissione, distribuzione e misura e relativi meccanismi perequativi e di finanziamento del sistema di incentivi per il miglioramento della qualità.

La variazione del gas è sostanzialmente legata alla crescita della componente ‘materia prima', cioè all'aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all'ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali. Incrementi all'ingrosso influenzati anche dalla riduzione del 50% della capacità di utilizzo del gasdotto Tenp (il gasdotto che collega i giacimenti olandesi all'Italia) per manutenzione. Leggero incremento anche per la componente relativa al trasporto. Aumenti in parte controbilanciati dalla riduzione, con il suo azzeramento, della componente per la gradualità nell'applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela. Riforma che mantiene legato l'aggiornamento dei prezzi di tutela ai prezzi all'ingrosso del maggior mercato gas europeo (il Ttf olandese), ancora più stabile rispetto al mercato italiano, pur in sviluppo, tutelando i consumatori da eccesive oscillazioni.


Energia elettrica – Nel dettaglio, l'aumento per l'energia elettrica per la famiglia tipo è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa + 3,8% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo. Incremento che al suo interno comprende la variazione del +1,3% dei costi di acquisto, del +1,2% circa dei costi di dispacciamento e del +1,3% circa della componente di perequazione per il recupero tra costi di approvvigionamento attesi e quelli reali registrati nei trimestri precedenti.

Il rialzo degli oneri generali di sistema contribusice al +1,9% sulla spesa del cliente tipo, determinato per intero dalla variazione della componente degli oneri generali per la copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia, mentre sono stabili tutte le altre componenti.

Leggero aggiustamento per la componente di commercializzazione e vendita, +0,1% sulla spesa del cliente tipo. Rialzi controbilanciati in parte dal calo delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura, -0,5% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al +5,3% finale per la spesa complessiva del cliente tipo.

Gas naturale – Nel dettaglio, l'aumento per il gas è determinato principalmente dall'incremento della componente Cmem relativa ai costi di approvvigionamento, +5% sulla spesa per il cliente tipo, riflettendo il rialzo atteso delle quotazioni all'ingrosso nei mercati a termine in Italia e in Europa. Leggera crescita della componente relativa al servizio di trasporto Qt (+0,6% sulla spesa del cliente tipo), dovuta sostanzialmente ad una variazione della componente a copertura dei costi di trasporto del gas dal Psv al punto di riconsegna. Leggero adeguamento (+0,2%) anche per la componente relativa al servizio di distribuzione e misura e per quella a copertura delle attività connesse all'approvvigionamento all'ingrosso, CCR (+0,1%). In calo la componente per la gradualità nell'applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela (Grad), con il suo azzeramento, che contribuisce ad un -0,9% sulla spesa del cliente tipo. Si arriva così al complessivo +5% per la spesa del cliente tipo.

CIAO CARBURANTE! FOTOVOLTAICO + AUTO ELETTRICA

Pubblicato il 15 settembre 2017 alle 11.25 Comments commenti (0)

Promosso da Tua Industries, il progetto del prototipo di una minicar elettrica ‘made in Bari’ è in programma al salone dell’Automotive della Fiera del Levante, nel padiglione 104. Si tratta di un quadriciclo pesante con motore elettrico che la Tua Industries, società che fa capo al fondo di investimento americano LCM (Lev Capital Management), subentrata con la reindustrializzazione della Om Carrelli di Modugno (Bari), ha realizzato e che presto partirà con la produzione vera e propria. Un veicolo in grado di percorrere 200 km con una sola ricarica elettrica. Il costo dovrebbe aggirarsi a poco più di 10.000 euro.


VALUTAZIONE DI GENERALI RINNOVABILI:

Abbinamento Fotovoltaico - Auto elettrica


Il quadriciclo “Progetto Ambra” è una city car a consumi zero totalmente elettrica, con una batteria da 16 kw, un’autonomia di 200 km (con connessione continua con lo smartphone) e il caricabatterie è da 2,2 kw.

Considerando il costo dell'energia attuale in fascia 3, con una buona bioraria, di 10 cent (tasse comprese), e dato che il caricabatterie è di 2,2 kw, ne segue che l'auto si ricarica pienamente in 8 ore con circa 16 euro.

Se sul tetto della nostra abitazione avessimo un impianto fotovoltaico, di giorno la carica sarebbe gratuita; di notte sarebbe gratuita solo con un impianto ibrido che presenti un pacco batterie per l'accumulo.




Marco Spalletta

ENERGY MANAGER EUROPEO

IL PUNTO DI NON RITORNO

Pubblicato il 04 maggio 2017 alle 06.45 Comments commenti (0)

Il livello di CO2 in atmosfera ha ormai superato stabilmente le 400 ppm, considerata la soglia simbolica da non oltrepassare per contenere gli effetti del cambiamento climatico.

La prima volta che l’osservatorio del NOAA di Mauna Loa, Hawaii, registrò un valore di CO2 nell’aria superiore alle 400 ppm fu il 9 maggio 2013. Aprile 2014 fu invece il primo mese nella storia dell’umanità a presentare una concentrazione media di CO2 nell’aria oltre le 400 ppm in tutti i suoi giorni. Tuttavia, questo valore presenta delle variazioni stagionali – tipicamente, raggiunge l’apice a maggio e il minimo a settembre - per cui la media annuale risultò comunque al di sotto della soglia. Ma la tendenza era chiara.

Infatti, tutti i mesi del 2016 hanno registrato una concentrazione superiore a tale soglia.


Questo record è andato di pari passo con un altro dato preoccupante: il 2016 è stato l’anno più caldo di sempre.

Se non verranno presi precisi provvedimenti per fronteggiare questa situazione, il nostro Pianeta andrà incontro a fenomeni di:

Estinzione: il cambiamento climatico porterà all’estinzione di un quarto delle specie terrestri entro il 2050.

Distruzione della catena alimentare: l'estinzione di prede e predatori sbilancerà in maniera permanente la catena alimentare.

Innalzamento del livello dei mari: lo scioglimento dei ghiacciai perenni provocherà l’innalzamento dei mari e l’allagamento delle zone costiere, trasformando milioni di persone in profughi climatici.

Acidificazione degli oceani: l'innalzamento del livello di acidità degli oceani, provocato dall’aumento dell’anidride carbonica disciolta in acqua, provocherà il collasso di interi ecosistemi marini.

Le soluzioni ci sono.

Con piccole azioni si possono ottenere grandi risultati: una maggior diffusione di impianti alimentati a energia rinnovabile e di sistemi di microcogenerazione, che producono l’energia nel luogo stesso in cui viene consumata, permetterebbe di risparmiare energia e ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera.



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